I 7 insegnamenti sulla finanza che mi hanno cambiato la vita e che il tuo direttore di banca non ti dirà mai, neanche sotto tortura

La Mia

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Mi chiamo Daniele e dall’età di 8 anni sono stato istruito da mio padre a risparmiare e a gestire i miei risparmi da solo.

Tutto ha avuto inizio quando, alla fine dell’anno scolastico, mia nonna regalava a me e a mia sorella 50.000 lire, la prima cosa che mio padre faceva era portarci in Posta per investirli in buoni postali fruttiferi.
Era il suo modo di insegnarci che il risparmio è la base di ogni investimento e che potevi fare crescere i tuoi soldi semplicemente investendoli, non era richiesto il tuo tempo attivo.

Per me questa era una cosa pazzesca perché mentre giocavo i miei soldi crescevano senza che dovessi preoccuparmene.  L’anno successivo poi, reinvestivo di nuovo tutto.

Fu allora che appresi il potere dell’interesse composto, quello che venne definito da Albert Einstein l’ottava meraviglia del mondo.

All’inizio investivo in strumenti cosiddetti sicuri, come i buoni del tesoro, buoni postali fruttiferi.  

A quel tempo, erano gli anni ‘80, nessuno della mia famiglia era un vero esperto di mercati finanziari e di investimenti. 

Ci limitavamo a risparmiare e investire nei classici BOT o BTP. Era facile allora. Tutto quello che dovevi fare era vincolare una somma per un anno in un BOT, ad esempio, e alla scadenza ti portavi a casa, senza fare niente e senza alcuna competenza da parte tua, un fantastico 12% (nei tempi migliori portavi a casa anche il 18% annuo, così mi diceva mio padre).

Il gioco era bello, finché è durato…

Perché non devi affidare i tuoi soldi alla tua banca, se vuoi guadagnare sui mercati finanziari

Col tempo, i rendimenti di questi tipi di investimenti cosiddetti sicuri scesero drasticamente e divenne impossibile ottenere un rendimento del 12% annuo.

Se hai vissuto in quel periodo sai che erano i tempi delle “vacche grasse” ma alla fine degli anni ‘80 le cose cambiarono radicalmente.

Allora, abbiamo scelto ciò che la logica della persona media ci indicava di fare: affidarci a un promotore finanziario, un consulente del risparmio gestito che ci aiutasse a investire i nostri soldi.

Erano gli anni del boom dell’industria del risparmio gestito e forse ancora oggi tu sei cliente di questa industria. Io per fortuna non lo sono più da molto tempo e tra breve ti spiegherò il perché.

Nel 1989, la mia famiglia, abituata ai rendimenti dei BOT del 12% annuo, decise di affidare i risparmi di una vita a un promotore finanziario di una nota società di investimenti italiana affinché li investisse nel migliore dei modi e nel nostro interesse.

Ci aspettavamo, come è logico che sia, che lui (o meglio la società per cui lavorava) facesse un lavoro migliore di quello che avremmo potuto fare noi, insomma ci aspettavamo rendimenti sopra la media di settore. 

Per questo ci eravamo affidati a lui.

Se hai familiarità con l’industria del risparmio gestito sai già come funziona.

Hai dei soldi da parte, ti aspetti un rendimento positivo dai tuoi soldi, non sai come investirli e ti affidi a qualcuno che se ne intende più di te.

Questo è stato il percorso seguito da noi che è comune a milioni di persone nel mondo.

Avevamo dato in gestione una somma a questo consulente finanziario e tutto quello fece fu suddividere la somma da investire in diversi fondi comuni di investimento: fondi azionari, obbligazionari, monetari e bilanciati, assicurazioni etc.
La chiamava “diversificazione”,  il santo Graal del buon investitore, serve per ridurre il rischio, ci diceva.
Un concetto che può essere espresso sinteticamente così: non mettere tutte le uova nello stesso paniere.
Diceve che si faceva così, che avrebbe funzionato.

Qualche anno dopo, erano i primi anni ‘90, mio padre chiese quanto avremmo guadagnato se avessimo riscattato i fondi in cui lui ci aveva consigliato di investire.

La risposta mi lasciò di sasso: la stessa somma investita, forse qualcosa in meno.

In pratica, non solo non avevamo guadagnato nulla ma ci avevamo perso, sia per le scelte di investimento fatte dai cosiddetti professionisti della finanza sia a causa delle commissioni esorbitanti di gestione che pagavamo annualmente.

E secondo lui dovevamo anche ritenerci fortunati perché non avevamo perso soldi, fino ad allora, a differenza di altri clienti. Che conquista!
Secondo lui era stato bravo, se le meritava proprio le laute commissioni che gli avevamo pagato.

E alle mie rimostranze sul perché non avevamo guadagnato un becco di un quattrino la risposta fu secca e, col senno di poi, so che era preconfezionata: l’investimento in borsa è di lungo periodo. Lungo quanto? Anche 10-20-30 anni, mi rispose.

Ti suona nuova questa storia? Se sei come la maggior parte delle persone forse anche a te è stata detta le stessa cosa.

Anche se c’è un fondo di verità in questa affermazione, col tempo ho capito perché le società di investimento e le banche danno sempre questa risposta “preconfezionata” ai loro clienti.

Semplice, per mantenerli a vita come clienti e per lucrare, nel tempo, incredibili commissioni di gestione.

Ed infatti il mio promotore finanziario avrebbe guadagnato più commissioni di gestione e di intermediazione in proporzione alla somma data in gestione e al tempo in cui io (e la mia famiglia) fossimo rimasti più a lungo suoi clienti.

Capito il giochino?

Dopotutto, questo era il suo lavoro: vendere prodotti finanziari per una grossa società di investimenti.

E non si trattava proprio di bruscolini, erano dei bei soldi.

Figurati che il costo medio di un fondo comune di investimento o di una gestione patrimoniale va dal 2% al 6% del capitale investito, come minimo, più le commissioni di performance.

Non devi credermi sulla parola.
Puoi rendertene conto anche tu se vai sul sito www.morningstar.it dove vengono tracciati i costi complessivi dei più noti fondi comuni di investimento. 

Lì troverai anche quello che ti ha venduto la tua banca e scoprirai, numeri alla mano, quanto ti fa pagare veramente.
Non fermarti lì però, leggi, informati e fatti spiegare bene come funziona il sistema commissionale che applica la tua banca.

Tornando alla mia storia, il mio promotore finanziario guadagnava sul denaro che gli avevamo affidato (i risultati non dipendevano da lui ma da come andava il mercato e dalle scelte di investimento fatte dalla casa madre e non sempre erano scelte corrette) e io non guadagnavo il becco di un quattrino se le cose andavano male.

Ma la cosa più incredibile che ho scoperto è che il mio promotore finanziario e la banca per conto della quale lavorava guadagnavano indipendentemente dai risultati ottenuti.

Guadagnavano per il solo fatto che avevo dato loro dei soldi da gestire per conto mio, non importa se la borsa saliva o scendeva. Non contavano i risultati che ottenevano.

Per me questo non aveva senso e soprattutto lo trovavo profondamente ingiusto.

Me ne rendevo conto perché il mio promotore finanziario, quando veniva a farci visita a casa, era sempre abbronzato, ci raccontava dei viaggi nei luoghi esotici in cui era stato e delle cene di gala a cui aveva partecipato.

Non è uno scherzo, è una storia vera.

Come faceva? Semplice, ero io (e la mia famiglia) a finanziare il suo stile di vita. 

Funzionava così (e immagino funzioni ancora oggi così, nulla è cambiato): se le cose andavano bene loro guadagnavano grazie alle commissioni di gestione e di performance, se le cose andavano male prendevano comunque le commissioni di gestione, anche se io stavo perdendo dei soldi.

Io invece perdevo soldi se la borsa scendeva o era piatta mentre mi restavano le briciole se la borsa saliva, a causa delle commissioni di gestione e di performance che erodevano il mio guadagno.

Non posso dire che era una situazione win-win, troppo sbilanciata a loro favore.

In pratica, tutti guadagnavano (il promotore finanziario, la società di gestione, gli analisti finanziari, gli azionisti della banca, il direttore, i dipendenti e tutte le persone coinvolte), tranne una persona: il problema era che quella persona ero io!

La cosa mi lasciò molto amareggiato per come funziona il sistema del risparmio gestito e per quanto le masse siano assolutamente ignare e inconsapevoli in materia.

Mi fu subito chiaro che c’era qualcosa all’interno del sistema che non funzionava a dovere.

Il problema è che non sapevo cosa, ancora.

INSEGNAMENTO N. 1

Nell'industria multimiliardaria del risparmio gestito, che guadagnava miliardi di euro in commissioni di gestione, di performance e di intermediazione, il sistema è ben congegnato contro di te: tutti guadagnano, indipendentemente dai risultati ottenuti, grazie alle commissioni di gestione, tranne una persona: il problema é che quella persona sei tu!

Possibile che tutti guadagnavano tranne io?

In realtà non ero solo io che non guadagnavo quasi nulla (solo pochi spicci), erano tutti gli ignari clienti che, come me, si erano affidati ai consigli finanziari della sua banca.

In effetti, col senno di poi, riconosco che il sistema è stato ben congegnato, il problema è che è invisibile agli occhi dell’uomo medio.

Tutto è costruito sull’ignoranza finanziaria delle persone che, di conseguenza, sono costrette a rivolgersi al sistema bancario (banche, sim, sicav, società di gestione del risparmio, assicurazioni etc) che, nella mente di chi investe, appare come l’esperto a cui rivolgersi per delegare la faccenda e non pensarci più.

La maggior parte delle persone, prive di istruzione finanziaria, crede che sia il canale giusto per fare rendere i propri soldi.

Si sbaglia, il sistema bancario e finanziario è costruito contro di te, non per te.

Ti sei mai chiesto perchè materie come “istruzione finanziaria” “gestione del denaro” e simili non vengono ancora oggi insegnate nelle scuole pubbliche e private, di nessun ordine e grado?

Perchè, a livelli più alti, nessuno ha interesse a far crescere una classe media consapevole e istruita finanziariamente, meglio lasciare tutti nell’ignoranza.

Ora, l’unica differenza tra te e me è che io sono andato a fondo alla questione, col tempo mi sono istruito finanziariamente e ho scoperto la vera ragione che ti impedisce di guadagnare sui mercati finanziari se ti affidi al risparmio gestito della tua banca (fondi comuni, gestioni patrimoniali, polizze index linked etc.).

Tra breve di dirò di cosa si tratta e qual è la vera causa che ti impedisce di far lavorare i soldi nel tuo interesse.

I puntini cominciarono a unirsi solo parecchi anni dopo…

La vera ragione per cui non puoi ottenere rendimenti da favola, se affidi i tuoi soldi alla tua banca

Nei primi anni ‘90, mi iscrissi alla facoltà di giurisprudenza della Statale di Milano (sì a quel tempo volevo fare l’avvocato, cosa che poi diventai, anche se non esercitai mai la libera professione) e siccome ero un appassionato di diritto commerciale e diritto dei mercati finanziari scelsi una tesi che mi aprì gli occhi.

Colsi l’occasione per specializzarmi in un aspetto dei mercati finanziari e dell’industria del risparmio gestito che mi aveva sempre affascinato.

Finalmente scoprii le vere ragioni che stavano dietro alla mia esperienza fallimentare con il risparmio gestito e, come per incanto, l’arcano fu svelato.

Il titolo della mia tesi di laurea era alquanto evocativo: “Il conflitto di interessi nell’attività di intermediazione mobiliare”.

Per farla breve, nella mia tesi indagavo in che modo le banche e le società di investimento del risparmio usano strumenti legali per anteporre i propri interessi a quelli del cliente.

Senza entrare troppo nel tecnico, la questione si risolveva in questo: tra l’interesse del cliente al rendimento del capitale investito e l’interesse della banca a guadagnare lucrose commissioni di gestione, la banca privilegia sempre quest’ultimo a danno del cliente. Senza eccezioni.

Devi sapere infatti che i tuoi interessi come investitore non sono sempre allineati a quelli della tua banca o di chi gestisce i tuoi soldi per conto tuo. 

I vostri interessi spesso sono contrapposti e da qui nascono i problemi.

Con strumenti e tecniche del tutto lecite, il sistema delle banche e del risparmio gestito trova sempre il modo di fare i propri interessi e a pagarne le spese sono sempre i risparmiatori finali.

In breve, la banca e in genere l’industria del risparmio gestito (SIM, SICAV, Fondi comuni di investimento, bancassurance etc…) si trova perennemente in una situazione di conflitto di interessi per cui deve scegliere tra interessi contrapposti – il tuo e quello della banca – e, ovviamente, indovina un po’ quale prevale?
Bravo, hai indovinato. Non è il tuo interesse ma quello della controparte. 

D’altronde, per farti un esempio di come funziona, anche tu ricorderai la nota vicenda di Banca Etruria in cui migliaia di risparmiatori hanno letteralmente perso milioni di euro.

In una parola, la ragione è: conflitto di interessi tra banca e cliente.

La banca non ha esitato a vendere prodotti poco sicuri e inadatti al cliente per lucrare succose commissioni di gestione e di intermediazione, pur sapendo il rischio che avrebbero corso i clienti, per lo più pensionati e piccoli risparmiatori.

Poi, come avrai letto sui giornali, é andato tutto a carte quarantotto e i risparmiatori hanno perso tutto.

Semplicemente i prodotti proposti non erano adatti, in base al profilo di rischio, per i clienti a cui li hanno venduti.

Ti chiederai perché glieli hanno proposti, se non erano adatti.

Semplice, per guadagnarci lucrose commissioni.

In un’epoca in cui i tassi sono a zero o peggio negativi e dove quindi la tradizionale attività bancaria di prestito dei soldi (mutui, finanziamenti) non rende più come una volta, dovranno pure guadagnarci da qualche altra parte, non trovi?

Adesso capisci cosa intendo per conflitto di interessi?

Un altro esempio che è andato su tutti i giornali è la vendita di diamanti da parte di società di investimento poco trasparenti, con la connivenza del sistema bancario.

Anche qui l’esito è stato infausto per gli investitori!

Di nuovo, il problema è sempre il conflitto di interessi tra intermediario finanziario e cliente. E di certo le banche non hanno venduto i diamanti a gratis ma solo in cambio di lucrose commissioni. 

Quello del risparmio gestito è uno strumento che il sistema finanziario nel suo complesso ha concepito per spremere soldi alle masse a suo unico beneficio. E io e te intanto paghiamo…

Ecco perché, se ti affidi alla tua banca e in genere all’industria del risparmio gestito, non puoi veramente guadagnare sui mercati finanziari.

Il sistema funziona alla grande perché fa leva sull’ignoranza finanziaria che dilaga tra le masse di investitori.

L’investitore medio non si cura dei mercati finanziari e del loro andamento, né di conseguenza di come investire i propri risparmi in autonomia.

Preferisce delegare alla sua banca argomenti di cui non vuole occuparsi o di cui non sa nulla, pensando di aver archiviato la questione.

Ma così non è.

Il problema di dare in gestione a una banca i tuoi sudati risparmi si risolve in questo:

  1. se le cose vanno male e i mercati scendono, tu perdi soldi mentre la banca vince comunque perché, qualsiasi cosa succeda, lei prende comunque le commissioni di gestione e di intermediazione;
  2. se le cose vanno bene perché i mercati salgono, a te rimangono le briciole perché, oltre alle commissioni di gestione e di intermediazione, devi riconoscere alla tua banca anche le commissioni di performance: in breve, siccome è stata “brava” a svolgere il suo lavoro, merita un premio in più che paghi tu.

E’ per queste ragioni che alla fine dell’anno se ti va bene guadagni il 2-3% annuo, al lordo delle imposte ovviamente.

Se ti sei mai chiesto come mai non guadagni un granché affidando in gestione i tuoi soldi alla tua banca, adesso forse hai una valida ragione su cui riflettere.

Chieditelo la prossima volta che ti propongono di investire al 1% lordo sul capitale vincolato per almeno sei mesi (che tristezza!).

Con l’inflazione vicina al 2%, stai solo perdendo soldi, in termini di potere d’acquisto.

INSEGNAMENTO N. 2

La vera ragione per cui non puoi veramente guadagnare affidando i tuoi soldi alla tua banca è il conflitto di interessi nell'attività di gestione del risparmio: tra l’interesse del cliente al rendimento del capitale investito e l’interesse della banca a guadagnare lucrose commissioni di gestione, la banca privilegia sempre quest’ultimo a danno del cliente finale. Senza eccezioni.

Investimenti per i ricchi e investimenti per i poveri (le masse)

Se stai leggendo queste righe, è probabile che ci sei passato anche tu e sai di cosa sto parlando.

Non mi piace perdere, soprattutto se il “gioco” è stato costruito contro di me.

Mi fu subito chiaro che gli strumenti finanziari che mi erano stati consigliati (principalmente fondi comuni di investimento) non facevano per me, soprattutto a causa del problema del conflitto di interesse di cui ti ho parlato e dei bassissimi rendimenti che restituivano, quando li restituivano.

Avendo studiato l’argomento in modo approfondito (d’altronde era il titolo della mia tesi di laurea) capii che, se avessi voluto vincere e guadagnare soldi veri sui mercati finanziari, avrei dovuto imparare a gestire i soldi da me, avrei dovuto fare di testa mia.

Alla fine sono arrivato alla conclusione che non tutti gli investimenti sono uguali.

Ho capito che esistono investimenti pensati per le masse, quello che tutti chiamano il c.d. “risparmio gestito”, destinato a persone che non se ne intendono di mercati finanziari e che, per questo motivo, preferiscono delegare la “faccenda” ai c.d. professionisti, alle banche, alle sim e alle assicurazioni che gestiscono i soldi delle masse lucrando incredibili commissioni di gestione.

Ed esistono poi gli investimento per le élites, per i ricchi, fatto dai veri investitori,  Investitori con la “I” maiuscola, da veri professionisti della finanza.

Dovevo accedere a quella conoscenza per diventare uno di loro e per accedere a quel tipo di investimenti.

Era diventato un imperativo per me.

Capii che dovevo fare qualcosa, dovevo imparare tutto quello che potevo sui mercati finanziari e su come investire in essi per far rendere di più il mio denaro.

Era iniziato per me un lungo periodo di formazione che dura ancora oggi.

Se non l’avessi fatto il prezzo da pagare sarebbe stato troppo alto: rimanere alla mercé delle banche e dell’industria multimiliardaria del risparmio gestito.

Non potevo accettare questa situazione.

Dovevo assumermi le mie responsabilità.

INSEGNAMENTO N. 3

Non tutti gli investimenti sono uguali. Esistono gli investimenti pensati per i poveri, le masse, quello che tutti chiamano il c.d. “risparmio gestito”, destinato a persone che non se ne intendono di mercati finanziari e che, per questo motivo, preferiscono delegare la “faccenda” ai c.d. professionisti del risparmio. Ed esistono gli investimenti pensati per le élites, per i ricchi, per gli Investitori che hanno le informazioni giuste al momento giusto, i veri professionisti della finanza. Per avere accesso a questi investimenti devi essere in possesso delle informazioni che contano, prima dell’arrivo delle masse.

Che difficoltà ho dovuto superare e come le ho superate?

All’inizio del mio percorso non fu per niente facile. Una cosa è studiare finanza ed economia, un’altra cosa è metterla in pratica.

Era arrivato il momento di sporcarsi le mani.

Non era la prima volta che investivo da solo sui mercati finanziari. Anzi, sono stato abbastanza precoce in questo settore.

Il primo titolo azionario l’ho comprato all’età di quattordici anni.

Ricordo ancora con emozione quell’esperienza, fu il mio battesimo del fuoco.

Quell’investimento in quella società di investimenti immobiliari non andò molto bene ma quella mia “prima volta” segnò l’inizio del mio percorso di formazione sui mercati finanziari, all’inizio in sordina poi, dopo l’esperienza negativa con il risparmio gestito, in modo sempre più intenso e strutturato.

Non fu affatto facile.

Quando ho fatto i miei primi passi, tutto sembrava andare storto.

Ero abbonato alle principale riviste finanziarie italiane e da lì cercavo di capire dove sarebbe stato meglio investire.

Anche se capivo alcune dinamiche dei mercati finanziari, c’era qualcosa che mi sfuggiva.

Quando compravo un titolo, immancabilmente il giorno dopo scendeva.

Il problema era che quando la notizia appariva su tutti i giornali, a disposizione delle masse, il prezzo si adeguava immediatamente al rialzo o al ribasso, senza lasciarmi scampo.

Il punto è che quando io compravo il prezzo “incorporava” già la notizia positiva e quindi il titolo aumentava di prezzo alla velocità della luce, richiamando una massa di compratori che volevano speculare, senza alcun margine di manovra, insomma pagavo il “giusto” prezzo.

Accadeva anche il contrario: quando io vendevo, il titolo che avevo appena venduto cominciava a salire.

Il punto anche qui era che la notizia negativa impattava subito sul prezzo dell’azione che si adeguava al ribasso e, quando io vendevo, il titolo era già pronto per risalire nuovamente e immancabilmente “rimbalzava”.

Non puoi immaginare la frustrazione che provavo.

Scoprii che non ero il solo a imbattermi in simili problematiche. Tra i piccoli investitori questa era la norma.

Non so se è mai capitato anche a te, sembrava una congiura, il gioco sembrava “costruito” contro i piccoli investitori come me.

Non poteva andare avanti così, dovevo fare qualcosa e dovevo farlo subito, se non volevo continuare a perdere soldi sui mercati finanziari.

Il problema di fondo era che non sapevo ancora come investire, su cosa investire e cosa mi avrebbe guidato nelle scelte di investimento.

Prendere il controllo del sistema anziché subire ed essere controllato dal sistema

Dovevo mettermi alla guida, non subire passivamente le decisioni prese da altri.

Per questo dovevo assumermi le mie responsabilità.

Decisi quindi di apprendere quanto più potevo sugli investimenti finanziari.

Col tempo lessi decine di libri di crescita personale e finanziaria, partecipai a decine di corsi di formazione e mi abbonai ai più autorevoli studi di ricerca in tema di investimenti finanziari a livello mondiale, investendo letteralmente migliaia di dollari ogni anno.

L’idea alla base era seguire autentici guru del settore, – quelli che sarebbero diventati i miei mentori -, che, numeri alla mano, avevano già dimostrato di saperci fare, guadagnando letteralmente milioni di dollari sui mercati finanziari, con strategie di comprovata efficacia.

In definitiva, erano i numeri che parlavano per loro.

Decisi di seguirli per apprendere i loro segreti, le loro strategie di investimento, la loro forma mentis, i loro ragionamenti: anch’io volevo finalmente guadagnare soldi veri sui mercati finanziari.

Studiai finanza e tutto quello che mi capitava sotto mano che aveva a che fare con l’economia: cicli di mercato, tassi di interesse, valute e tassi di cambio, oro e argento, inflazione e deflazione, funzionamento dei mercati e ruolo delle banche centrali nell’economia, differenza tra denaro e valuta fiat e chi più ne ha più ne metta.

Ancora oggi mi considero uno studente a vita di queste materie: per me la formazione non ha fine.  

Quindi, anziché affidare i miei sudati risparmi alla banca, decisi di abbandonare definitivamente l’industria del risparmio gestito concepita per spremere le masse e decisi di metterci la testa per capire come dovevo investire i miei soldi, da solo, senza affidare in gestione i miei soldi a nessun istituto di credito.

Oggi so, per esperienza, che quello che ho studiato funziona.

E se funziona per me, forse potrebbe funzionare anche per te.

E così anche ho potuto dire addio ai prodotti del risparmio gestito e fare le mie scelte di investimento in completa autonomia.

INSEGNAMENTO N. 4

Se fai quello che fanno le masse sei destinato a comprare i prodotti creati per le masse e a ottenere i risultati che ottengono le masse. Se, invece, aumenti il tuo livello di istruzione finanziaria puoi accedere a investimenti di cui l’investitore medio non ha mai sentito parlare e ottenere rendimenti che non avresti mai pensato di ottenere.

La svolta: pensare come i grandi investitori di successo

Fino ad allora avevo conosciuto solo gli investimenti fatti e pensati per le masse: il risparmio gestito, per intenderci.

Col tempo ho scoperto che esistono investimenti cui solo alcuni investitori di successo possono accedere, quelli che hanno molti soldi.
Quelli che hanno la formazione e le conoscenze che contano per sapere dove devono investire e quando.

I grandi investitori di successo hanno un canale privilegiato per accedere alle informazioni necessarie,  hanno studiato e soprattutto hanno la forma mentis giusta per trovare e investire in quel tipo di investimenti.

Dovevo impadronirmi di quella formazione e di quella stessa forma mentis.

Sono occasioni e opportunità di investimento che non troverai scritte sui giornali di finanza e non ne sentirai parlare alle televisione.
Quando ne sentirai parlare sarà ormai troppo tardi e la notizia sarà già “scontata” nei prezzi, proprio come era successo a me innumerevoli volte.

In breve devi essere un insider.

Decisi allora di diventare un insider, “uno di loro”, di pensare come loro, di ragionare come loro.

Ed è per questo che decisi di leggere e studiare tutto ciò che gli investitori sofisticati scrivevano e dicevano.

Decisi di seguire i nomi che contano nel panorama finanziario: nomi come Ray Dalio, Rick Rule, Ron Paul, Stanley Druckenmiller, Jim Rogers, Bill Bonner, Howard Marks, solo per citarne alcuni (ce ne sono molti altri).

Sono nomi che probabilmente non ti dicono nulla ma ti assicuro che sono dei pesi massimi nell’ambiente.

Dopotutto loro erano gli insider e dovevo imparare a pensare come loro,  entrare nella loro mente.

Solo così avrei potuto ottenere i loro stessi risultati.

Non volevo ripetere l’errore che aveva fatto mio padre, non volevo gli investimenti destinati alle masse (il risparmio gestito), volevo investire dove investono le persone che contano nell’ambiente finanziario a livello mondiale.

INSEGNAMENTO N. 5

Per avere accesso alle informazioni che contano e quindi alle opportunità di investimento più redditizie devi formarti e studiare dalle giuste fonti, avere le giuste connessioni con gli investitori di successo, devi diventare “uno di loro”, devi pensare come loro, devi far parte della loro “cerchia” di investitori. In breve, devi essere un insider.

Trovare la mia filosofia di investimento

Per fare questo, dovevo capire chi ero come investitore e in particolare quale sarebbe stata la mia filosofia di investimento.

Si trattava di fare un viaggio dentro me stesso per capire la direzione che avrei dovuto prendere da lì in poi.

Di fatto, si trattava di fare un vero e proprio salto di paradigma.

All’inizio non fu un percorso facile da capire ma necessario se volevo avere successo.

Leggendo e studiando gli investitori che avevo iniziato a seguire, si accese una lampadina nella mia mente, che mi fece capire che loro non pensano come tutti gli altri.

Hanno un approccio agli investimenti che è diametralmente opposto a quello delle masse.

La cosa non mi stupì più di tanto, d’altronde ci doveva pur essere qualcosa che avrebbe fatto la differenza e questa era la loro filosofia di investimento.

Quello che ho scoperto è che molti degli investitori di successo che avevo iniziato a seguire, anche se ognuno aveva sviluppato tecniche e strategie di investimento diverse, erano accomunati dalla stessa filosofia di investimento: erano  tutti investitori “contrarian”, almeno quelli che seguivo io e che avevano attirato la mia attenzione. 

Come si dice, quando l’allievo è pronto, il maestro appare.

Anche io, per seguire le loro orme, dovevo imparare a pensare e agire in modo contrario a quello che facevano le masse.

D’altronde questo, in estrema sintesi, significa essere un investitore “contrarian”.

Questo è stato un punto di svolta nel cambio della mia mentalità di investitore.

Un vero e proprio cambio di paradigma per me.

Non è stato facile mettere in pratica questo concetto perché si trattava di andare “contro” ciò che fanno tutti gli altri.

E come sai è luogo comune pensare che se lo fanno tutti, sicuramente é giusto così.

Invece io non la pensavo così, anzi, nel mondo degli investimenti è vero il contrario.

Si trattava, in pratica, di pensare al “contrario” e di fare cose diverse da quelle che fanno tutti gli altri.

Non è mai facile andare contro lo folla perché è come andare contro il sentire comune, il che è un concetto controintuitivo e difficile da mettere in pratica.

Va contro la natura umana ma questo è il segreto.

D’altronde, come si dice, se continui a fare ciò che fanno tutti, aspettandoti risultati diversi, allora sei solo un folle.

La prima cosa di cui mi sono reso conto con questo approccio è che fare cose diverse e soprattutto “contrarie” rispetto a quello che facevano le masse, significava in pratica uscire dalla mia zona di comfort.

Significava in breve prendere a schiaffi le mie emozioni più profonde e andare contro a ciò che avevo pensato e creduto fosse valido fino a quel momento nel campo degli investimenti finanziari.

Ti confesso che non è stato facile.

Ma ormai la strada era tracciata, la decisione era presa.

Col tempo ho sviluppato il mio stile di investimento preferito, quello che più si avvicina alla mia personalità.

Ed è così che sono diventato un investitore “contrarian”.

INSEGNAMENTO N. 6

Il primo passo per diventare un investitore di successo è stato trovare la mia filosofia di investimento, quella che si adattava meglio alla mia personalità. Studiando gli investitori di successo ho scoperto che la maggior parte sono “investitori contrarian”. E’ così che sono diventato un investitore contrarian. Per essere un investitore di successo devi prima trovare la tua filosofia di investimento e usarla come bussola nella scelta degli investimenti che desideri fare.

Cosa significa essere un investitore contrarian

In parole povere, significa fare il contrario di quello che fanno le masse con riguardo alle scelte di investimento.

Significa investire in asset class e veicoli di investimento di cui le masse non hanno neanche sentito parlare.

Significa uscire dalla tua zona di comfort, ribellarti al sentire comune solo perché così fanno tutti.

Significa non affidarti a quello che ti dicono i giornali e le televisioni mainstream perché quelle sono fonti di informazioni destinate alle masse. 

Non è certo grazie a quelle informazioni che gli investitori sofisticati sono diventati multimilionari perché non sono i giornali la loro fonti di informazioni.

Essere un contrarian significa, in definitiva, prendere in mano il tuo destino finanziario (e quello della tua famiglia), senza affidarti all’industria del risparmio gestito, avendo il coraggio di prendere decisioni che nessuno (o quasi) vuole prendere, il coraggio di andare contro la massa, contro il pensiero comune.

Significa investire in asset class e strumenti finanziari odiati dalle masse, non di moda, quasi “temuti” e proprio per questo più economici.

Per quello che ne so, sono pochissimi gli investitori privati che seguono la filosofia di investimento “contrarian”, si contano sulle dita di una mano, io sono uno dei pochi.

E la cosa non mi dispiace affatto.

Certo non è per tutti, non piacerà a tutti questa filosofia di investimento ed è giusto che sia così.

Per me la cosa importante è che funziona ed è l’unica cosa che conta.

Solo così puoi elevarti al di sopra delle masse e guadagnare soldi sui mercati finanziari che l’uomo comune non potrà nemmeno sognare nei suoi sogni più arditi.

Ebbene sì ci vuole coraggio, soprattutto emotivo, ma è solo così che puoi ambire a ottenere risultati diversi e migliori di quelli che le masse ottengono.


Per questo ho scelto di essere un Contrarian, un tipo di investitore che investe dove nessuno o pochi sono disposti a investire, investimenti da cui le masse stanno alla larga, che nessuno vuole toccare all’inizio ma dai ritorni estremamente gratificanti, guadagni che possono cambiare la vita.

INSEGNAMENTO N. 7

Essere un investitore contrarian significa pensare e agire in modo contrario a quello che fanno le masse, significa investire in asset finanziari odiati dalle masse, non di moda e quindi economici e questo richiede il coraggio necessario per uscire dalla tua zona di comfort.

Almeno adesso avevo una filosofia di investimento da seguire, una filosofia, quella contrarian, che ben si sposava con i miei tratti caratteriali .

Ma non finiva qui, quello era solo l’inizio.

Adesso avevo bisogno di una strategia di investimento definita, una metodologia di investimento per trovare idee di investimento “contrarian”, che fosse in linea con la mia nuova filosofia di investimento.

Avevo bisogno della mia personale strategia di investimento.

Da qui è nata Megatrend Strategy che è la metodologia unica in Italia che ti aiuta a trovare idee di investimento profittevoli, investendo nei grandi megatrend di mercato prima dell’arrivo delle masse, seguendo una filosofia di investimento “contrarian”.

Grazie per il tempo che mi hai dedicato.

P.S.: questo non è il mio vero nome perché sono un insider connesso con il mondo finanziario e per ragioni di privacy non posso rivelare la mia vera identità.